PALAZZIN
STORIA DI PALAZZINA e dintorni
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DOLOMITI: patrimonio dell' umanità.

 

 
 


         
     
La Chiesa di Festisei
La chiesa, dall'origine piuttosto antica, sorge in una posizione dominante in cima ad una erta salita e con l'abside ad oriente. Tuttavia l'attuale edificio è il frutto di consistenti ricostruzioni e rifacimenti. Chiesette minori sono quella di S. Francesco Saverio e quella di S. Susanna che sorge su un costone del M. Avena.
Arrivati a Facen si può lasciare la macchina nei parcheggi che si trovano di fronte al bar del paese. Da qui si vedono chiaramente le indicazioni per S.Susanna che devono essere seguite per parte dell'itinerario.
La strada è subito in salita; si procede fino a raggiungere un capitello, dove è raffigurata una Vergine con bambino e due santi martiri, e una casa la cui parete è affrescata con un'immagine di S. Antonio da Padova.
Da questo punto la strada è sterrata e si inizia ad affrontare la parte più faticosa del percorso proseguendo fino alle Case Aste. Da qui le indicazioni per S. Susanna non sono più da seguire ma si imbocca la strada che scende verso il torrente. La località Case Aste è interessante per la presenza di tipiche architetture rurali, per la posizione delle case, quasi "aggrappate" sul ripido pendio, per l'assetto colturale, fra cui spicca la presenza della vite.
Si riparte in salita ancora per poche centinaia di metri dopo il torrente e da qui (siamo oltre i 600 m) si nota un repentino cambio di vegetazione: aumenta la presenza dell'abete rosso, scompare il carpino bianco per lasciare il pasto al carpino nero e compaiono inoltre il faggio, il larice e il castagno.
Arrivati cosi nel punto più elevato del percorso, la maggior parte della fatica è stata fatta; dalle stalle Guizza infatti inizia una discesa su strada asfaltata lungo la quale si incontra anche una piccola azienda agricola ed un capitello della Madonna con bambino. Numerosi sono i punti (es. Festisei) da cui si possono godere stupende vedute panoramiche sulla vallata. Si arriva così alla strada che porta a Croce d'Aune, la si percorre per un breve tratto per poi scendere per un prato fino ad Altor. Qui si trova la chiesa di S. Valentino e S. Giuliana e, di fianco a questa, un'antica casa rurale dalla quale, guardando attraverso il porticato, si scorgono le vette e ben si distingue la chiesa di Norcen. In questa zona è segnalata la presenza del re di quaglie, un rarissimo uccello legato ai prati regolarmente falciati.
Da qui si procede verso Palazzina attraverso un rilassante percorso caratterizzato da brevi saliscendi, che si sviluppa attraverso spazi aperti e suggestivi boschi. Superato un ponte, una nuova discesa ci riporta a Facen passando per la chiesa di S. Pietro alla quale si accede grazie ad una scalinata ai piedi della quale vi è un capitello rappresentante Maria. Oltre al bar, a Facen, troviamo un negozio di generi alimentari, anche questo sulla strada che porta al nostro parcheggio.
L' Oratorio di Festisei, località a poche centinaia di metri da Palazzina
Villa Pasole Berton a Pedavena
Bellissima e imponente villa seicentesca.

(dal sito della Provincia di Belluno)

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Stemma della Fam. Torre di Altor.
La località sede dell’Oratorio, denominata Altor, richiama la presenza della famiglia Torre o Torriani di origine milanese il cui stemma è presente sul portale di ingresso al cascinale adiacente alla Cappella, probabilmente un antico immobile fortificato di proprietà della medesima famiglia.
L’interno contenuto nello spazio dell’unica cella è privo di decorazioni pittoriche, mentre presenta una soffittatura costituita da crociera che si imposta su pennacchi in muratura (gli intonaci erano anticamente in marmorino nella parte inferiore).
La facciata presenta al centro un portale marmoreo costituito da una porta di accesso con arco a tutto sesto sorretto da pilastri con capitelli. Al centro dell’arco si trova un capochiave a volta ionica, al quale fanno riscontro due modiglioni diversamente lavorati che sorreggono l’architrave in corrispondenza dei sottostanti sostegni.
La cappella di Festisei
. Ai lati del portale si trovano dei vani che accolgono ciascuno un affresco oramai purtroppo quasi illeggibili.
La facciata si conclude con un timpano il cui centro è occupato da una finestra circolare. Il campanile, architettonicamente in assoluta analogia con la chiesa, è collocato curiosamente al centro della copertura ed ha ancora allocata la campana originale. Secondo una citazione di G. Corso, desunta da una ricerca di archivio, la campana della chiesetta fu benedetta nel 1659.L’atto costitutivo della Cappella è tutt’ora conservato e risale al 24 maggio 1706: il vescovo Antonio De Porcenigo concede a Don Cristoforo della Torre il permesso di costruzione dell’Oratorio intitolato a S. Valentino.
                                                                                                                                                                                                 

Festisei è una piccola frazione del comune di Pedavena, in provincia di Belluno. Essa è situata a nord del centro cittadino, lungo le pendici del Col Melon. Vi si accede infatti tramite la strada statale che conduce al Passo Croce d'Aune, oppure tramite la strada comunale che collega
Facen a Festisei, passando per la frazione di
Palazzina.
L'attività principale che si svolge sul territorio di
Festisei è di tipo agricolo. La località è, infatti, circondata da campi da coltivazione, prevalentemente mais.
Non sono presenti industrie ma, alternativamente, diverse cascine producono (o producevano) prodotti alimentari quali latte, carne (bovina, ovina) e derivati dalla ovicoltura.
Festisei conta qualche decina di abitanti, frazionati in due nuclei, distanti circa due centinaia di metri.
Un nucleo residente sulla strada che si dirama tra Facen e Pedavena, l'altro sulla strada per Croce d'Aune. Su quest'ultimo si può trovare l'oratorio (e annessa Cappella)
di
Festisei.

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                           
Alcune immagini delle Vette Feltrine e della Valle di Feltre riprese dal Bel Vedere di Via Palazzina e dalle Casère dei Bosch.

I CASTELLI
I castelli pedavenesi nel medioevo erano parecchi. Come del resto molti erano quelli di tutto il Feltrino prima del provvedimento della Serenissima Repubblica adottato nel 1421 e volto alla loro distruzione.
Il castello di Tornaol è certamente il più noto, ma altre fortificazioni vi erano a Facen, Norcen, Carpen, Travagola e al Bojon.
Anche ad
Altor sui costoni del M. Avena con ogni probabilità vi erano delle costruzioni munite difensivamente.

                                                                                                                                                                                                                                                       (Tiziana Tonion in data 06/10/2006)

La particolare bellezza di questi luoghi ha spinto nobili e ricche famiglie feltrine ad erigere qui le proprie residenze estive, case padronali e ville sontuose, nelle quali tra il ‘600 e il ‘700 si svolse una intensa vita mondana e culturale, che oltre alla nobiltà locale attrasse anche quella veneta.
Fra tutte spicca per le forme grandiose Villa Pasole sorta sulle rovine di un antico castello: fu sede dell’Accademia degli Erranti, un cenacolo di intellettuali ed artisti che si ritrovavano nei saloni e nel parco-giardino a disputare di lettere e filosofia.
Numerose altre ville, anche se di tono minore, sono sparse sui colli limitrofi:
Villa Facén-Orum (già dei nobili Scalabrini, poi Rossi), Villa Marsiai (oggi sede della Comunità San Francesco) Villa Banchieri, tutte nella frazione di Facen; Villa Vecelio a Norcen, la più antica risalente al XV sec., oggi canonica, Villa Lusa a Murle e Villa Crico, la più recente in perfetto stile neoclassico in località Sega.
Durante il Medioevo furono costruiti nel territorio castelli e fortezze per resistere alle frequenti incursioni barbariche e alle feroci lotte intestine fra casati.
Dopo il 1420 la Repubblica di Venezia ne dispose la demolizione, temendo che potessero diventare luoghi di sedizione. Sulle loro rovine sorsero per lo più edifici di culto, giovandosi della posizione elevata: così è avvenuto per i castelli di Tornaolo, divenuto Chiesa Arcipretale, per quelli di
Facen, Norcen e Travagola, quest’ultimo oggi Santuario intitolato alla Madonna del Caravaggio. Al suo interno è conservata la famosa pala d’altare del pittore bellunese Francesco Frigimelica, La trasfigurazione di Cristo fra Elia e Mosé.
Numerose, peraltro, sono le chiesette sparse nelle frazioni, alcune molto suggestive, quali la
Chiesa di S. Valentino a Festisei e la Chiesa di Murle, che conserva un’importante pala del feltrino Pietro Marescalchi.
Significativi sono anche quei manufatti creati dalla religiosità popolare, quali edicole e capitelli disseminati nel territorio, agli incroci, lungo le strade e i sentieri di
montagna.

                           Grandi grigliate e grandi abbuffate della Società "MAGNA E BEVI" a Palazzina il 16/09/1979.
                      
                                                                                                            (da "Wikipedia")
Antiche immagini di Palazzina
Spuntino tra amici a Palazzina

(foto di Merto)